Vivian cos’é che vuoi? Tra noi cosa vorresti?

Ad ognuna è capitato. In adolescenza o in età matura. Anche a te che sei vittima dello shatush e dell’acido ialuronico, che appari figa e invincibile. Nessuna è immune. Uno scontro frontale inevitabile. Credo la sensazione sia per tutte la stessa. Un pugno allo stomaco. E’ il leitmotiv che unisce noi donne. Ma, quanto ci piace farci maltrattare? Quante volte quell’uomo che abbiamo snobbato per mesi, che si è umiliato per stare dietro ad una stronzetta come noi, smette di corteggiarci e diventa il più figo del mondo? Ma il bello viene quando lui dice: “ora di più non posso darti”. Ne vogliamo parlare? In quel preciso istante abbiamo perso la partita. Potremmo buttarci giù dal buri khalifa con il base jumping ed un pennacchio in testa, ma non servirebbe a niente. Che stupide, in quel momento faremmo di tutto per tenerci quell’uomo che, con il senno di poi, non era proprio niente di speciale… Un bastardo nella vita ci vuole (a volte, se sei fortunata, anche più di uno!), ci fa sentire più femmine…. non donne. Per quello sarebbe meglio restare da sole. Loro sono così. Non è un luogo comune. La natura ci ha fatti diversi. Lo sappiamo, eppure stiamo sempre lì a sperare che la storia cambi. Si, nelle favole può accadere: vedi quella “culo” di cenerentola!

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5 thoughts on “Vivian cos’é che vuoi? Tra noi cosa vorresti?

  1. Questa che descrivi mi pare parente prossima di quella che io chiamo la “sindrome della crocerossina”. Che consiste nell’iniziare una relazione con un losco figuro, all’interno del quale si pensa di vedere una scintilla, e si pensa “io ti cambierò”. Le persone non cambiano, ma le donne continuano a immaginare di poterlo fare. Ed è vero che “tira più…” con quel che segue, ma è a tempo determinato e soprattutto non garantisce un cambiamento sostanziale…
    Detto tutto ciò, quel che si può fare è cambiare. Perché se decidiamo di cambiare noi, e non tentiamo di cambiare perché qualcuno ce lo chiede, allora si riesce. E’ un percorso lungo e doloroso, attenzione. Si tratta di guardarsi dentro, molto molto in profondità, cercando di vedere i bianchi e i neri, le luci e le ombre, in modo possibilmente oggettivo.
    E scusa per il “pippone”, ma come dico sempre quando hanno distribuito il dono della sintesi io ero per funghi…

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