“L’amore non muore di morte naturale….”

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Fu’ una vacanza, quell’estate, che avrebbe segnato il percorso dei miei futuri venti anni.

Con la mia storica amica – oramai quasi dimenticata – feci quel viaggio in Spagna. Lì conobbi un  gruppo di ragazzi: con loro iniziò un’amicizia che durò tutto l’inverno, sino all’estate successiva. Quell’amicizia comune ci fece incontrare, per caso. Come si incontrano un miliardo di persone. Inconsapevoli, mentre ci guardavamo furtivamente, che quell’incontro avrebbe cambiato le nostre vite.

I tuoi occhi di ragazzino mi guardavano. Si, un ragazzino, avevi soli ventitré anni. Io quattro più di te. Mi credevo grande e non mi piacevi. “E’ un ragazzino!”, dicevo alla mia amica.

Gli eventi, di lì a pochi mesi, avrebbero cambiato la tua e anche la mia vita. Un grave lutto, la morte tuo padre.

Conobbi tuo padre una paio di mesi prima che morisse, lo vidi soltanto una volta, abbastanza per capire che era una presenza  “pesante” nella tua vita: tua madre non sarebbe stata in grado di compensare quella mancanza. Avevi ancora bisogno di lui, una persona che, sino ad all’ora, aveva “tirato i fili” di tutta quella famiglia.

Con la morte di tuo padre arrivò quel bisogno morboso di “fare”, senza fermarti mai.

Un’iperattività quasi patologica, nella quale avevi gettato tutto il tuo dolore. Io, pigra, faticavo a bestia per starti dietro!

“Ho bisogno di mordente”, mi dicevi,

E ancora: “se mi fermo penso e se penso sto male”.

Ti ho amato ancora di più per questo. Volevo alleviare il tuo dolore, e con lui l’avvilimento per la mancanza di amore che si insinuava ogni giorno di più nella mia vita.

Non mi sono mai sentita veramente amata, se non in alcune rare occasioni. Poca cosa, considerati due decenni insieme.

Io, invece, ti ho amato da morire.

Non ho saputo cogliere all’alba di quel rapporto, nel quale avevo impiegato tutte le mie energie ed i miei sogni, che avremmo inevitabilmente percorso due strade separate.

Quel progetto di vita insieme è stato entusiasmante, ed ha colmato per molto tempo quella carenza d’amore, sino a quando è diventato solo tuo.

Io non ne facevo più parte.

Avevo solo collaborato al disegno.

Tre anni fa “noi” è diventato “IO”.

“L’amore non muore mai di morte naturale, muore perché non sa come riempire la propria fonte, muore di cecità di errori e tradimenti, muore di stanchezza e ferite”. Anais Nin

Il nostro amore è morto così.

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7 thoughts on ““L’amore non muore di morte naturale….”

  1. Ecco in questo le nostre storie sono molto diverse. I 23 anni erano i miei, i suoi 15 in più, e non credo mi sentirò mai più così amata da nessuno. Il che da un lato rende tutto ancora più inacettabile. Però come dice Max, pur nell’amore anche noi abbiamo compiuto percorsi differenti e divergenti. E questo alla fine ciò che decreta sempre la fine.

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