Vellutata di zucca e gamberi.

hepburn

L’esigenza di raccontarmi (a scopo terapeutico…) è il motivo per cui mi sono imbarcata nella scrittura di questo blog. Vorrei che fosse una specie di percorso psicologico, per rivelare a Vivian la “vera” Vivian. Questo è ciò che mi accade rileggendo, dopo alcuni giorni, le cose che ho scritto.

Sarà inevitabilmente una raccolta di momenti tristi, ma anche di serate allegre: di quelle non vorrei mai perdere traccia, perché c’ero e voglio ricordarne le sensazioni, i profumi e i sapori.

Beh, in quanto a sapori, altre quello amaro che mi ha lasciato la “fine di noi”, non ho ancora detto nulla. Presto fatto.

E’ trascorso quasi un anno dal tuo ultimo compleanno. Fu una bellissima festa, la organizzai in ogni dettaglio, con amore, nella nostra casa. Ora la tua.

Quell’anno, quando illusa credevo che il pericolo fosse passato, decisi di regalarti una festa in casa, con gli amici di sempre.

Tutto perfetto. Ottima selezione musicale e di vini, nonché una cena-buffet niente male. Preparai tante cose buonissime. Quella più apprezzata fu, però, la “vellutata di zucca e gamberi”: semplicemente fa-vo-lo-sa!
Un piatto raffinato, avvolgente.

Adoravo cucinare. Si, un po di tempo fa. Farlo solo per me non mi diverte più.

Ora, da sola, compro sughi pronti, scatolette di sgombro e insalata già lavata. Ho trascorso i miei giorni cercando di farti felice e di farmi amare. Mai, neppure una volta ho cucinato solo per me.

Ma che razza di persona ero? bah!

Quella serata fu un bel regalo. Ti piacque molto. Non si potrà ripetere, peccato. La “vellutata di zucca e gamberi”, però, si!

La ricetta è qui.

“Lo sai perché mi piace cucinare?” “No, perché?” “Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e,  una torna a casa  e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa: è un tale conforto!”  (dal film “Julie & Julia”).

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One thought on “Vellutata di zucca e gamberi.

  1. Io nell’anno della separazione avevo anche perso gusto e olfatto, se non fosse stato per i bimbi (di cui mangiavo in piedi i resti) mi sarei nutrita di semi di zucca, birra e liquerizie ripiene. Ora ho ripreso a cucinare per me, non sempre, ma almeno mi siedo a tavola con i ragazzi e mangio quello che cucino, con amore (mica sempre) per loro. Ritroverai anche tu il gusto di cucinare per te. Tempo al tempo.

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