Ora manca solo il capodanno e poi, forse, l’ho sfangata.

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Il Natale è passato. Non è stato fantastico, ovviemente, ma neppure terribile come lo avevo immaginavo.

Sono stata così brava, però, da rovinarmi il giorno di S. Stefano.

Che giornataccia. E’ iniziata male. Una di quelle giornate in cui sono incapace di fermare i pensieri pieni di rabbia che si intrecciano nella mia testa.
Avrei dovuto capirlo subito come sarebbe andata. Quasi un presagio.

Avrei dovuto chiudermi in casa e non vedere nessuno. Cretina, invece, ho accettato il tuo invito, l’unico che avrei dovuto rifiutare. “Dai, andiamo a vedere come procedono i lavori a casa” – mi hai detto – “poi, casomai, andiamo al cinema”.

Ti ho aspettato, non sapevo neppure a che ora ci saremmo visti. Mi hai detto: “non mettermi fretta, voglio prima fare le mie cose, fare una corsetta e poi pranzare. Ci vediamo nel primo pomeriggio”. Al solito, una marionetta nelle tue mani.

Ci vediamo da me. Tu, sorridente, sembri contento di vedermi. Mi piaci, tanto. Mi manchi da morire. Eppure non ti voglio più. Tu sei il dolore del mio passato. Quello proprio non lo voglio più, per nessuna ragione al mondo.

Lui: cosa fai a capodanno?

Io: non lo sò ancora… e tu?

Lui: parto.

Io: dove vai?

Lui: non me lo chiedere altrimenti litighiamo.

Tradotto: vado con lei, in un posto fighissimo, dove sono stato già con te, però con lei mi divertirò di più, perché lei ride, rideremo a crepapelle (lei fa le faccine…. la cretina!), sarà il capodanno più figo della mia vita, faremo sesso e poi dormiremo abbracciati, sino al mattino seguente.
Io, invece, non avrò un uomo, non mi bacerà nessuno a mezzanotte, mi sentirò sola e piangerò.

Ecco. Questo è ciò che ha recepito la mia mente.
In ogni caso ho provato a fare finta di niente, e per un po’ ci sono anche riuscita.

Più tardi scegliamo il film insieme, serenamente. Poi prendiamo un tè, facendo due chiacchiere tranquille. Sino a quando intravedo quel sorrisino. Lo conosco. Stai per raccontarmi qualcosa di lei, qualcosa che a te fa sorridere e a me fa male. Non puoi proprio fare a meno di parlarmi di lei? Lo leggi sul mio volto che cambio umore, ma è più forte di te.
“Non capisco: sei stupido forse?”
Tu muto. Io una belva.
Più non rispondi e più mi imbufalisco.
Sono quasi tentata ad andarmene. Poi faccio un respiro profondo e dico: “andiamo, tra poco inizia il film”.

Vedo il film, e rido anche. Poi, però, tornando a casa, in macchina con te, comincio a farti domande. Non posso farne a meno. E più domande faccio e più mi viene da farne. Più indago e più mi monta la rabbia e con essa la disperazione. Più parlo e più mi sento una melma. In tutto questo, tu muto.
Lei è più giovane di me di diciassette anni….dico, diciassette! Già questo può bastare a farmi sentire una nullità. Una che non è più buona neppure per il brodo.

Arrivo sotto casa. Le lacrime cominciano a salire. Scendo in fretta dalla macchina. Un saluto velocissimo. Apro il portone e le lacrime si sciolgono. Ho bisogno di parlare con qualcuno. Queste lacrime non possono essere sprecate così. Un pianto deve servire a farmi stare meglio. Ma per questo serve una voce amica che mi aiuti a tirare fuori tutto il dolore.

La chiamo e lei c’é. E’ l’unica che sa bene come mi sento, anche se mi conosce pochissimo. Lei sa consolarmi.
Ho perso l’amore più grande della mia vita ma ho trovato un’amica.
Grazie ragazza, per esserci sempre.

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12 thoughts on “Ora manca solo il capodanno e poi, forse, l’ho sfangata.

  1. I silenzi di quel genere danno adito a molte interpretazioni. Ma siamo, mi sa, ormai nel campo della psicanalisi. E tu non sei (nè è il caso che tu lo sia) una psicanalista.
    Però, volendo ostinarsi a cercarne una chiave (ammesso e non concesso che ne valga la pena) questi sbarramenti di silenzio insormontabile, probabilmente fanno parte di un comportamento che presumo sia recidivo e non da oggi… scandagliando nel passato (e mi pare che esista un passato) si dovrebbe trovare indizi di spiegazione…

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      1. La spiegazione, la prima che viene in mente, è che lui fosse intento a perseguire quello che voleva a secondo del caso. Discutendo, sarebbe stato tempo ed energia persi in parole, inutili – nella sua ottica – essendo lui certo di raggiungere gli scopi prefissi.
        D’altra parte, queste sono filosofie superate, vai fiduciosa e serena alla boa del capodanno senza pensarci fin da adesso. Le sorprese sono sempre tante, non sempre necessariamente brutte. Ne accadono anche di insperate, belle. 🙂

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  2. Capodanno è solo un giorno, un giorno, passerà, sarà il primo gennaio e non sarà purtroppo cambiato nulla, accetta un invito qualsiasi tra i tanti che hai ricevuto, uno a caso, non dare peso a quella giornata. Ma andrà bene Vivian. Tu però, ti prego, smetti di farti del male. Ti abbraccio forte ❤

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    1. Domani butterò dalla finestra tutti i brutti ricordi, il dolore, la tristezza, l’apatia che ha caratterizzato i miei ultimi giorni. Non voglio più chi non desidera la mia presenza, chi non mi vuole bene veramente e, ahimè, tra questi non ci sarà solo lui…
      Spero tanto di risvegliarmi il 1° gennaio con una energia nuova. Beh, intanto lo scrivo poi…. chissà, magari non sarà cambiato niente ma intanto scriverlo ora mi fa già sentire meglio. Un abbraccio a te.

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    1. Grazie Dimer, tantissimi auguri anche a te. Io ne ho un bisogno esagerato! Sai, ho trovato grande conforto scrivendo su questo blog e, soprattutto, ricevendo tanti messaggi sinceri. Ritengo siano veramente sinceri quando vengono da qualcuno che, non conoscendomi, comprende i miei stati d’animo meglio di chi mi è stato vicino tanti anni. Grazie.

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  3. Ciao Vivian, ho letto solo adesso. Non ci sono commenti per il tuo ex. Spero che tu abbia trascorso un capodanno per lo meno carino e, se posso permettermi, basta cinema con lui, basta troppa confidenza, soprattutto basta ascoltarlo! Ti abbraccio, che il nuovo anno ti porti tanta tantissima serenità. ❤

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