24 thoughts on “Nessuno risponde

    1. Lo vorrei tanto, credimi. Se fosse così semplice l’avrei già fatto. Ho avuto diverse occasioni per chiudere i ponti. La prima volta dopo un paio di anni che stavamo insieme. In quella occasione ho fatto una scelta, pagata amaramente. Libero arbitrio…

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      1. Si, ma io parlo di adesso, ora. Visto che lui vive un’altra vita, inizia a cambiare direzione anche tu. Non è facile ma devi cominciare, con nuove amicizie vedrai che qualcuno che risponde alle tue telefonate lo trovi.😉

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      2. Hai ragione. Di amici ne ho, non molti ma buoni. Loro, però, il fine settimana sono impegnati con le proprie famiglie ed io non voglio essere invadente. Mah, Stasera qualunque cosa scriva non ha veramente un senso. Sto a pezzi. In ogni caso grazie, molte, apprezzo veramente il tentativo di aiuto.

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      3. Tutto quello che scrivi ha sempre un senso, quando riguarda te stessa. Quindi credici sempre e non disperare mai. Quando nessuno ti risponde scrivi sul blog e sfogati, è il tuo mondo. Buonanotte 😃

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  1. Non ti credere, sei meno sola di quanto credi.
    Hai fatto bene a sfogarti. Qualsiasi cosa tu, sopra, abbia scritto o pensato, va bene.
    Siamo tutti qua, provvisori e limitati (limitatissimi) su questa faccia della Terra e quello che pensi di te è quindi logico e umano. Quindi, la stima che puoi avere (e devi avere) di te non può essere che quella per un essere umano, cioè di comprensione. Accettati e amati, e anzi trattati proprio ora meglio del solito.
    Per reagire muoviti fisicamente, fai, fai delle cose. Cammina da stancarti, guardandoti in giro, non pensando a te, ma pensando alle facce della gente che incontri, immagina la loro vita. Pulisci la casa, rovistala da cima a fondo. Inventati vasi ai balconi, fai. Cucina ricette le più azzardate, e ridi se floppi o bruci o… Guarda al mondo, a tutto quello che c’è nel mondo, e appena il pensiero torna su di te, scaccialo. Fai parte del mondo e allora fanne parte! 🙂

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  2. Arrivo in ritardo ovviamente.. Mi dispiace. Ma davvero, credo che la cosa più salutare che puoi fare per te sia tagliare definitivamente i ponti. Magari la più difficile, ma senza dubbio la migliore. E soprattutto.. Non permettergli di trattarti con condiscendenza. Un abbraccio

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  3. Cara, ti leggo da TT. Queste storie sono sconvolgenti, e sottaciute da tutti coloro che “sì, ma siamo rimasti i migliori amici”: questo politically correct che soprattutto le donne si impongono davanti alla fine di un amore e che cela invece troppi rapporti profondamente dispari e di dominio, non di amicizia. Si straparla tanto, fino all’eccesso, al ridicolo e alla noia, sinceramente, di come sarebbe “censurata” l’ambivalenza della maternità, ma di questo, che è un dolore subìto e non voluto, sembra che sia maleducato e sbagliato sottolienare la vastità, la durata e l’importanza, nonché i molti svantaggi pratici duraturi che si manifestano nella vita delle donne. Al massimo lo si chiude negli studi degli psicoterapeuti “perché hai bisogno di aiuto”, e magari ci si fa predicare “il perdono”! il “restare amici”! ma guai far vedere troppo che soffri, fuori, perché, siccome il divorzio è sacro (e per carità), allora il dolore che porta a chi non l’ha scelto deve essere soffocato e minimizzato a livello sociale, perché sarebbe uno scacco al noblesse oblige femminile del morir tacendo.

    Ora, ci sarà bene una differenza tra il non cucire teste di gamberoni crude negli orli delle tende del salotto dell’amante lasciando il termosifone al massimo mentre loro sono fuori per il w-e, e il dover fare la superiore ad ogni costo, quella che sì, certo, ma siamo tanto amici, eh, ma per carità, ma qualunque cosa tu abbia fatto va bene così?
    E’ umano ma poco probabile immaginare che chi ti ha ferito così tanto possa mai emotivamente aiutarti, altrimenti non ti avrebbe trattato con il livello di egocentrismo che si legge qui pure dopo la separazione, quando oramai aveva ottenuto tutto quel che poteva desiderare. La cosa difficile è riuscire a concepirlo, me ne rendo conto e se stai così male si capisce che il tuo istinto sia chiamare la persona che ti faceva del bene, che volevi ti facesse del bene per tutta la tua esistenza, come tu ne avresti fatto a lui. Odialo finché ti pare, non sta facendo il signore. Evita di odiarti, però, non è il caso :-). Sappi che da quel che scrivi qui, quella che vale, e molto più di lui malgrado la sua riuscita sociale e annessi status symbol come la donna più giovane, sei tu.

    Poi inutile contarsela: la solitudine delle donne separate non più giovani esiste, ed è uno dei tanti rimossi della nostra società… contro cui si può ben poco a livello individuale, ahimé. E è una semplificazione che esorcizza il dolore, di nuovo, la storia che non si ha bisogno di nessuno: si può “farcela da soli” ci mancherebbe, ma comunque fa male e si sta male. E si ha bisogno di qualcuno che ti stia vicino, con calore, con attenzione e con costanza, soprattutto perché sei sola e stai già facendo un lavoro immane.
    Una delle cose di cui meno mi capacito, a leggere tutti questi strazianti racconti di donne separate, in genere non per loro scelta, e dolenti, è il livello stratosferico di egocentrismo egoista con cui si comportano gli ex-partner. Ammesso che si debba proprio continuare a frequentarli, cosa che vedo piacevole come andare in quei locali dove ti prendono apposta a male parole, ma io m’aspetterei che questi arrivassero con i fiori, la rolls, il profumo, i dolci, la guida rossa e ogni disponibilità ai tuoi minimi desideri, all’ora che ti fa comodo, per fare ciò che hai sempre amato, o che potrebbe realmente aiutarti, senza manco un sospiro minimo su ciò che è la loro vita attuale e GRATI che tu li voglia sopportare ancora. Specie poi se se ne vanno dietro alla slava di 17 anni più giovane mentre loro vanno per i 50, il che non mi sembra un grande sfoggio di virilità. Che sia tu al centro delle loro attenzioni. Invece vedo dei maschi totalmente immaturi, pervasi dal bisogno di scricare altrove i sensi di colpa, incapaci di assumersi ogni responsabilità (e questo ce lo si apsetta), ma pure bisognosi di prendersi prima tutti i loro comodi e poi di metterti al corrente dei fatti loro e di informarsi dei tuoi. Come vuoi che una separata innamorata passi la notte di capodanno? pure se si facesse scopare da duecento modelli maestri nell’ars amandi in un albergo in Polinesia dentro a una vasca di champagne sotto le stelle cadenti? dove vuoi che sia il suo cervello, idiota? ma lo sai cos’è una donna, dopo decenni di matrimonio? come non pensi che se glielo chiedi legittimi una domanda straziante su ciò che sarebbe meglio tenere per sé? o forse vorresti essere sicuro, in fondo in fondo, che lei NON passerà la notte altrimenti che sognando te che ovviamente penserai a altro? Cioè pare che costoro debbano per forza avere la conferma che malgrado tutto quello che hanno fatto e fanno e ti dicono di fare, sono così buoni e cari che ti possono anche portare al cinema, farti aspettare i loro tempi “perché se no mi metti fretta”! ecc. Cioè imporre dopo la separazione quel tipo di comportamenti che prima già infastidivano e deprezzavano la partner. Bah.

    Sapendo che anche il dolore resterà dentro di te a lungo, credo di capire che tu fossi ancora profondamente innamorata di lui come persona, non come famiglia e son cose lunghe da guarire, nella tua vita non ci sono desideri alternativi che non hai mai potuto seguire da sposata? Qualunque stupidaggine, o qualunque grande progetto, eh, oltre al blog più elegante che conosca. Potrebbe essere una via per ricominciare piano piano a mettere te stessa e non le ferite che ti ha inflitto al centro dell’attenzione, o meglio delle energie.
    Auguri, e sostanzialmente l’aiuto vero te lo darai da sola: sarà nel rendersi conto che è proprio davvero finita… anche se ora non puoi arrivare a concepirlo, anche se hai bisogno di credere il contrario e anche se emotivamente non lo accetterai mai fino in fondo – ma ti auguro che invece tu possa riuscire a farlo e al più presto possibile, mandandolo a stendere la prossima votla che ti cheide “prima la corsetta, poi la siesta, poi pure il cine…”, massì, ‘na botta di vita!

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    1. Oggi è stata una giornata triste. Mi sono sentita molto sola. Non ho parlato con nessuno per ore, tanto che alla prima chiamata, quella di un caro impagabile amico, la voce mi usciva quasi a stento. Hai descritto esattamente ciò che succede alla vita di una donna separata, che è stata lasciata dopo molti anni. Mi fa pensare tu conosca bene e da vicino l’argomento: non potresti descrivere così bene quello stato d’animo se non l’avessi sentito sulla pelle.
      Lui, ora, non è l’ex, è il carnefice…. questa sera lo percepisco così… Spero passi in fretta questa agonia, voglio vedere la vecchia Vivian che esala l’ultimo respiro, mentre la nuova rinasce. Sono sfinita. Grazie per l’incoraggiamento, molto molto apprezzato, credimi.

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      1. Grazie a te dell’apprezzamento, mi fa molto piacere. Non so se ti piaccia leggere né se conosci il francese, c’è un libro (costoso) che forse potrebbe essere interessante: Prenez soin de vous di Sophie Calle. Esiste anche in versione video che dovrebbe trovarsi anche in italiano, è stato presentato alla Biennale di Venezia nel 2007 credo.
        http://www.actes-sud.fr/catalogue/actes-sud-beaux-arts/prenez-soin-de-vous
        A Roma lo trovi alla biblioteca del Maxxi (fanno anche una deliziosa mostra in b/n sull’alta moda anni’60): http://www.fondazionemaxxi.it/
        altrimenti si dovrebbe poter comprare online.
        Parte da una lettera scritta all’autrice dal suo uomo, un bel narciso peraltro, che la lascia via email in un modo tale da rendere impossibile ogni replica. Lei allora riesce a reagire mandando la lettera a una quarantina di donne e chiedendo loro di leggerla e interpretarla secondo le chiavi analitiche e di giudizio che fornisce loro la loro professione: giudice, avvocata, psicologa, mediatrice familiare, studiosa di letteratura, attrice, fisica, enigmista, grafica, contabile e molto altro. L’aspetto “carnefice” non è mai esplicitamente in causa, ma ti assicuro che lo rivoltano come un calzino! Con tutti quegli approcci e voci aiuta molto a ritrovare la prospettiva, a rimettere la cosa nel mondo, a dare delle proporzioni, a rendere maneggiabile quel masso incomprensibile di dolore.
        La visione dell’esperta di galateo, poi, è impagabile: la mia favorita.
        Buona notte (-:

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      2. Whatsup? Ah ah ah!!!! Ma allora se l’è tirata 😛 è praticamente il libro “per” lui!
        Gesù, che mancanza di stile. No comment!
        Sai cosa mi sorprende? Che gente così faccia la carriera che fa. Con il rispetto che mostrano…
        P.S.: Il libro in italiano non credo esista, ma il video sì.

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  4. Se posso osare, e se ti va, potresti anche scrivere qui la storia del whatsup. E’ da antologia! Ma roba da matti. Se non si seppellisce lui di vergogna, non resta che seppellirlo noi sotto una valanga di risate e sberleffi. Ecchecaspita!!!

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