Ritorno notturno da insonnia. Riflessioni: il senso di vuoto.

fotografie-bianco-e-nero-30

Arriva il momento in cui lo capisci cos’è che ti fa stare male. Non è l’amore perduto i sogni infranti o il futuro da reinventare. No: è il senso di vuoto. La mancanza di senso.

E ti sembra che per colmarlo vada bene qualunque cosa. Anche una minestra riscaldata. O un arrosto bruciato, cotto così a lungo da lasciare solo qualche brandello di carne rinsecchita attaccata ad un pezzo d’osso, consumato dal rancore.

Ed è proprio allora che devi fermarti a riempirlo quel vuoto. Ma solo di te.

Soffri, ma fermati.

Non telefonare.

Non scrivere.

Non piangere.

Aspetta che ti trapassi la bolla d’aria che preme da dentro, tra lo stomaco e i polmoni. Fermati ad ascoltare quel senso d’impotenza che scalpita. Che vorrebbe prendere il telefono. Parlare. Scrivere. Piangere.

Riacciuffa l’anima impaurita che vuole fuggire. E’ lì che deve stare.

Al centro di te.

Perché è la tua vita e deve essere piena di te.

Perché quando ti specchi Viv, è te che devi vedere.

In quei momenti riscopri ciò che ti piace. E dietro a ciò che ti piace ci sei tu, con la tua creatività che sorregge i momenti bui  e ti porta lontano dalle debolezze, ti fa guardare avanti, ti fa progettare e costruire, giorno dopo giorno, il TUO futuro.

Un futuro da sola o con qualcuno che desideri camminarti a fianco.

Intanto, però, pensa ad ora.

Anzi, ora vai a dormire. Domattina se ne riparla.

Notte…

Annunci