Il sipario si chiude.

Ci vuole coraggio. E tu ne hai Viv.

Hai coraggio a lasciare andare qualcuno che vorresti restasse a tutti i costi.

Il coraggio di ricacciare dentro le lacrime, perché quando è la cosa più bella che hai vissuto devi essere felice, non puoi piangere, Vivian.

Ma sei forte, tu.

E’ arrivato il momento. Nel momento più bello.
E tu lo sai che resterà, per sempre, nel tuo cuore. In un angolino segreto. Solo tuo.

E va bene così.

L’amore più breve e intenso che tu abbia mai vissuto. Ed è dura. Ma necessaria, la scelta.
Basta Vivian, bisogna essere forti e fare quello che è meglio per te. Quello che ti farà soffrire di meno.

Lui c’è. E ci sarà per sempre. Lo sai. Ma non accanto a te. Lui non può. Non ce la fa.
Lui è più razionale di te, Viv.
Lui vive la magia dell’amore, si fa trasportare, in alto.
Ma, poi, torna sempre a terra. Nella sua terra.

Tu, invece, Viv, vuoi qualcuno che ti resti accanto.

Lui non va più bene per te. La sua parte è finita. Deve uscire di scena.

E’ stato la cosa più bella che potesse capitarti. E’ arrivato al momento giusto.
Ed è stato tutto ciò di cui avevi bisogno: amore, passione, dolcezza, romanticismo.
Ti ha fatto sentire bella, intelligente, speciale, ma soprattutto viva.
Ti ha aiutata a riconquistare l’autostima perduta.

Lui è speciale.

Tu fortunata.

Si ricomincia.

 

Uno scoglio in mare aperto

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Nulla mi aspettavo da quella sera. Una sera qualunque, come tante altre.

Mi trovavo incastrata in una vita insulsa, senza soluzione. I pensieri ruotavano inquieti nella mia testa e quel bisogno di modificare, cambiare qualcosa, mi tormentava.

Avevo bisogno di una soluzione, dovevo trovarla. Qualcosa che deviasse il percorso di quel pensare inutile, a vuoto, di una vita incuneata nella spirale del nulla.

Un’estate difficile era appena passata. Vacanze forzate, trascorse senza desideri, senza entusiasmo. Dovevano passare. E così è stato. Tre settimane infinite. Ma erano passate.

E adesso? Un altro inverno così? No, non posso farcela.

Eppure, di lì a breve, il vento fresco dell’autunno avrebbe deviato il percorso delle mie anonime giornate. Avevo bisogno di una piccola spinta. Di un motivo.

Quel motivo apparve, dal nulla. Non sapevo chi eri. Non conoscevo il tuo aspetto. Eppure qualcosa mi diceva che non eri lì per caso. Eri diverso. Eri speciale. Eri lì per me. Quel piccolo aiutino di cui avevo tanto bisogno.

Inconsapevole, un’altra fase della mia “nuova vita” stava per iniziare. Un altro piccolo mattone veniva posato ed io ancora non lo sapevo. Stavo crescendo, tra lacrime, ansie e paure. Crescevo. Cambiavo.

Ricordo ancora quel messaggio. Era conciso ma c’era tutto di te, comprese un po’ di bugie, che mi svelasti quasi subito. Non leggevo solo parole. Qualcosa di quello sconosciuto mi somigliava. Io avevo bisogno di te. Tu di me.

Nel leggerlo ero, al tempo, euforica e diffidente. Avevo paura di quello sconosciuto, eppure ne ero attratta. Volevo sapere qualcosa in più di te prima di svelarmi.
Tu, però, avevi lo stesso timore.
Allora tentai. Qualcosa mi diceva che potevo fidarmi.

Che eccitazione parlarti senza sapere chi eri! Più lo facevo e più questa novità mi entusiasmava.
Per un po’ andò avanti così. Poi, un giorno, tu mi chiamasti. Ed io sentii la tua voce, per la prima volta. Mi piaceva, era familiare. Era dolce e rassicurante.

Passarono molti giorni prima del nostro incontro. Giorni pieni di entusiasmo. Parole dolci e confidenze accompagnavano le nostre serate. Quelle lunghe conversazioni mi scaldavano il cuore. Sapevo che c’eri. Sempre. Uno scoglio in mare aperto.

Poi ci incontrammo…

Ultima notte

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Un po’ di malinconia mi assale se penso che questa è l’ultima notte che passerò in questa casa, quella post separazione.

La casa provvisoria, quella che ha segnato il passaggio…

Da domani la mia nuova vita sarà di nuovo “mia”, dopo venti anni. Si perché non è stata mia, la mia vita, ma tua. Sono stata felice, però, di aver vissuto con te. Ti ho amato profondamente. Ti amo ancora. Un amore diverso. Un giorno disperato. Un giorno deluso.

Stasera sono confusa, sola alle prese con i preparativi per il trasloco. E’ la quarta casa che cambio da quando ti conosco: le prime tre insieme a te. I preparativi per i precedenti traslochi sono stati faticosi ma eravamo felici.

Oggi sono triste, affaticata e sola.

Comunque, basta co’ sti racconti melensi! Da domani si ride! ecchecc…..

Senza pelle…

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Sono nata di nuovo. Stavolta, però, senza pelle.

Sento il dolore, il freddo e la paura come fossi nuda.

Quando morì mio fratello mi sembrò un incubo, eppure lo superai. Avevo te, al mio fianco.

Il dolore che sento è esattamente lo stesso di allora, ma tu non sarai vicino a me momenti più bui della mia nuova vita.
Ti ho perso per sempre, ho perso il mio punto fermo.
Il posticino caldo dove riposare quando sarò stanca e triste.

Ho tanta paura di questa solitudine. Mi sento catapultata in una vita che non mi appartiene, da sola.

Si fa strada nei miei pensieri la consapevolezza che io e te ci vorremo bene ancora a lungo, ma non saremo mai più in due. Eravamo una fortezza.

Ho capito che non abbiamo colpa, entrambi. Eravamo diversi, troppo.

Lo sapevo, si, ma non credevo sarebbe stato un ostacolo.
Ti ho amato infinitamente, anche se mi faceva fatica starti dietro.

Tu, pieno di energie, con un bisogno costante di novità, di movimento.
Io con un bisogno enorme d’amore e serenità.
Desideravo con te una vita tranquilla, mentre tu pativi quella tranquillità.
Io soffrivo a starti dietro.

Credo non sarebbe durata diciannove anni se non ci fossimo voluti bene veremente.
Io sarei rimasta, in ogni caso, perché ero cauta, al contrario di te.

Eppure, quando ti penso, ricordo la tua esuberanza con un sorriso. Adoravo il tuo entusiasmo.
Niente sarà più come prima.